Vaste praterie erbose mosse dal vento impetuoso, spazi immensi chiusi da alte cime imbiancate, la pista che si perde all'orizzonte in un susseguirsi di sali e scendi apparentemente senza fine, panorami che non hanno nulla da invidiare alle lontane steppe dell'Asia Centrale...

Mongolia? No, Monti Sibillini, Umbria!

Ma facciamo un passo indietro…

Premessa

Chi mi segue sa che l’attrazione per terre remote e culture lontane è stata la spinta principale dei miei viaggi, tanto che proprio queste sono da sempre le mie mete preferite nonché il cuore pulsante del progetto Latitude 180°.
Poi un giorno di febbraio 2020, come sappiamo, tutto è cambiato, e con le frontiere chiuse sono rimaste solo le aree più intatte del nostro paese a saziare il mio immutato desiderio di libertà.
È così che le mie due auto, la Jimny, la mia piccola ma fidata fuoristrada, e il mio minuscolo camper 4x4, si sono trasformate nelle protagoniste delle mie avventure tricolori.

A seguire una breve presentazione della prima di queste, l’articolo completo, frutto della collaborazione con la giornalista Sonja Vietto Ramus, è stato pubblicato sul numero di gennaio-febbraio 2021 della rivista "Elaborare 4x4". Ovviamente tutti coloro che desiderino approfondire, lo troveranno in edicola o in Formato Digitale.

Giugno 2020, dopo due mesi di lockdown, la fame d’aria è fortissima, per cui, appresa la notizia di un tour in 4x4 organizzato dagli amici di 4x4 Viaggi Avventura, corro a prenotare. Non avrei potuto fare scelta migliore per placare la mia sete di orizzonti.

Il tour è di soli 4 giorni, nulla in confronto a quelli a cui sono abituato all’estero, ma attraversa delle aree che conosco bene e so essere sinonime di natura e avventura, la Valnerina e i Monti Sibillini.

Seguirne esattamente le tracce, senza una guida esperta, non sarebbe affatto semplice e sarebbe in ogni caso necessario un fuoristrada dotato di marce ridotte (invito pertanto, se interessati, a Contattare me o gli amici del tour operator 4x4 Viaggi Avventura), ma molte località toccate dal tour sono raggiungibili anche su strade asfaltate e quindi accessibili a tutti.

Ma è ora di accendere i motori ed entrare nel vivo del viaggio!

Il Tour

Il tour inizia a Orte, che sebbene per i più sia una semplice uscita dell’autostrada, rappresenta per noi l’ingresso nella valle del Tevere con i suoi divertenti sterrati. In questo modo raggiungiamo l’interessante sito archeologico di Carsulae, importante snodo commerciale romano immerso in un paesaggio di dolci e verdi colline. Ma l’avventura è solo agli inizi e sempre su sterrati, anche piuttosto impegnativi, ripartiamo alla volta dei Monti Martani, alture che, pur non superando i 1000 metri, offrono splendidi panorami. Il bivacco notturno intorno al fuoco è la ciliegina sulla torta a chiusura di una splendida giornata.

Smontato il campo e dopo esserci accertati di non aver lasciato nulla dietro di noi, iniziamo a scendere verso la splendida cittadina medievale di Spoleto, che ben conosco per averci frequentato la scuola allievi di Polizia, pur se ormai un secolo fa! L’area è frizzante, i colori della natura intensi, tutto è brillante, vivo, finalmente aria, si ricomincia a respirare! Dalla Valle Umbra, superate alcune ripide colline, si entra in Valnerina. Per anni l’ho percorsa in fiume, a piedi, in bicicletta e facendo avanti e indietro con i furgoni carichi di canoe e gommoni da rafting, conosco bene la bellezza dei suoi piccoli borghi arroccati sugli scoscesi pendii che la delimitano, le torri di avvistamento abbarbicate in luoghi impossibili, la rigogliosa vegetazione che la caratterizza, ma stavolta il punto di vista è diverso, percorriamo le sue piste più alte e a volo d’uccello godiamo degli splendidi panorami a perdita d’occhio. La visita a Norcia è d’obbligo, ma il meglio deve ancora venire, saliamo verso Castelluccio, non dalla strada asfaltata, troppo semplice, ma da una splendida pista sterrata che si inerpica nel cuore del Parco Nazionale dei Monti Sibillini.
Ed eccoci così al principio della nostra storia:


Vaste praterie erbose mosse dal vento impetuoso, spazi immensi chiusi da alte cime imbiancate, la pista che si perde all'orizzonte in un susseguirsi di sali e scendi apparentemente senza fine, panorami che non hanno nulla da invidiare alle lontane steppe dell'Asia Centrale e poi, come un’apparizione, il borgo di Castelluccio

Dopo un’altro splendido bivacco notturno nel Pian Grande, con il cielo stellato e la vista dello splendido borgo di Castelluccio sopra di noi, un ultimo regalo prima di partire: una mandria di cavalli al galoppo sull’altopiano… aria, spazi, orizzonti, libertà! Un’altra lunga giornata di fuoristrada, sempre a volo d’uccello lungo la Valnerina, ci conduce al pittoresco lago di Piediluco, non senza due tappe d’obbligo, la divertente discesa in rafting sul fiume Corno e la visita al museo delle mummie di Ferentillo!

L’ultimo giorno si apre con una piacevole scoperta, a conferma di come non possiamo dire di conoscere mai abbastanza un territorio fino a quando non lo abbiamo esplorato fin nei suoi meandri. Sto parlando dei Prati di Stroncone, una vasta area verde, tra Umbria e Lazio, ricca di percorsi in natura godibili a piedi, in bici e, con le dovute cautele, anche in fuoristrada. La dimostrazione di come una natura gestita e non abbandonata a se stessa può, contemporaneamente, pre

servare l’ambiente ed essere una risorsa per il territorio. Dopo una “precipitevolissima” discesa sul suggestivo borgo di Miranda, a pochi chilometri dalla famosa Cascata delle Marmore, la più alta cascata artificiale d’Europa, capolavoro dell’ingegneria idraulica romana, iniziamo a tornare verso casa, ma non è ancora finita, ultima tappa, sempre su sterrato, Narni, poi Orte e i saluti.

Qualche considerazione

Questa breve avventura a mio parere non fa che confermare due cose apparentemente banali ma che, come tutte le cose troppo semplici, spesso ci sfuggono ed è invece bene ribadire:

  • anche un territorio che pensiamo di conoscere bene, se cambiamo il punto di vista e conserviamo la giusta dose di curiosità, ci può regalare spunti interessanti;
  • l’Italia, culla di arte e civiltà apprezzata ovunque nel mondo, è spesso considerata troppo familiare e quindi priva di fascino da parte di molti giramondo nostrani. Questo tour ci conferma invece come l’Italia, con i suoi borghi, le sue montagne, i suoi boschi e i suoi panorami, sia ancora capace di far respirare aria di avventura e libertà anche ai viaggiatori più incalliti.

Per cui, pur condividendo il desiderio di ricominciare a varcar le frontiera, questo articolo vuole essere un invito, uno sprone a non fermarci anche in questo periodo di restrizioni e, pur nel pieno rispetto delle normative, approfittare dell’occasione per scoprire il nostro territorio!

Sono certo che, sapendo scegliere, non rimarremo delusi!

 

Riccardo Giordano Guida e ideatore del progetto Latitude 180°


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