Trekking e safari in Sudafrica: alla scoperta di un paese che racchiude un mondo

Per l'intensità delle emozioni che trasmette, quello in Sudafrica può considerarsi uno dei viaggi della vita. Il Sudafrica riunisce in un solo paese tutto ciò che il viaggiatore può desiderare. Immense distese di savana, praticamente tutti gli animali africani racchiusi nei tanti parchi e riserve, deserti, oceani, montagne, trekking affascinanti e safari. 

Senza dimenticare la modernità dell’architettura vittoriana nella zona di Cape Town e l’Africa nera più autentica nel nord del paese. Una terra la cui bellezza è paragonabile solamente alla sofferenza che l’ha attraversata per quasi cinquant'anni, sotto il regime segregazionista denominato Apartheid.

Anni bui, durante i quali il colore della pelle decideva il proprio ruolo nella vita e la speranza era nelle mani di pochi e coraggiosi ribelli che praticavano la disubbidienza civile, che avrebbe portato alla fine dell’Apartheid solamente negli anni ‘90. Una rinascita che è strettamente legata a Nelson Mandela, premio Nobel per la pace nel 1993 e principale protagonista della creazione del nuovo Sudafrica come esempio di convivenza civile e riconciliazione.

Un viaggio in Sudafrica può essere strutturato in tanti modi, ma in questo articolo ci concentreremo sul trekking, che può essere praticato in tutte le maggiori zone turistiche del Sudafrica. Normalmente una visita inizia nel sud del paese, a Cape Town, soggiornando nei pressi del centro o, ancora meglio, in uno dei quartieri che lo circondano, come Hout Bay, Sea Point, Clifton o Camps Bay, meno caotici, con vista sul mare e perfetti punti di partenza per le escursioni a piedi.

Irrinunciabile per ogni camminatore è la salita alla Table Mountain, la montagna piatta alta poco più di 1.000 metri che sorge al centro della città, eletta una delle meraviglie naturalistiche del mondo moderno. Dalla sommità di questa incredibile “finestra sul mondo” - un plateau lungo circa tre chilometri - la vista può spaziare su tutta Cape Town. Non vi sono strade per salire sulla Table Mountain, ma solo una funicolare e vari trekking, alcuni lunghi e che salgono lentamente (come il trekking dai Kirstenbosch Gardens), altri molto ripidi e che salgono in modo più diretto (come il trekking del Platteklip Gorge). Quest’ultimo, di circa quattro ore e con 600 metri di dislivello, è il più panoramico e, attraverso un passaggio finale in una stretta gola, conduce ad un affaccio spettacolare su Cape Town, Robben Island e il leggendario Capo di Buona Speranza.

Da Cape Point al Capo di Buona Speranza: camminando a cavallo di due oceani

Dopo aver camminato sul tetto del mondo, perché non camminare fino alla fine del mondo? I sentieri che portano a Cape Point e al Capo di Buona Speranza sono un modo per ripercorrere un pezzo di storia delle scoperte geografiche. Mentre si cammina quasi a cavallo fra due oceani (il punto di congiunzione fra oceano Atlantico e oceano Indiano è Cape Agulhas, a sud-est rispetto a Capo di Buona Speranza), sembrerà quasi di avvistare all’orizzonte le navi di Bartolomeo Diaz e Vasco de Gama, che per primi rispettivamente raggiunsero e circumnavigarono l’Africa. Il primo diede a questo promontorio il nome di Capo Tempesta, proprio a causa dei venti impressionanti che aveva incontrato, mentre il secondo, superata la parte più difficile, gli diede il più rassicurante nome di Capo di Buona Speranza.

I trekking per raggiungere i differenti punti di osservazione sono agevoli e senza dislivelli particolari. Qui la natura circostante è definita fynbos, una parola che caratterizza solamente questo tipo di vegetazione sudafricana come una formazione basso-arbustiva sempreverde, con oltre 9000 specie di piante (più dell’Amazzonia!), dominata da sclerofille e da Ericacee, e soprattutto dai differenti tipi di Protea, fra le quali spicca la Protea Reale, fiore simbolo del Sudafrica. Non sarà raro durante le camminate imbattersi anche in animali tipici di queste zone, come il bontebok, il blesbok, lo struzzo, l’onnipresente procavia del Capo e soprattutto il babbuino, che richiede un minimo di prudenza se incontrato lungo i sentieri.

Trekking urbani a Città del Capo

Città del Capo offre molto ai visitatori, inclusi interessanti trekking urbani nel suo centro storico per osservare il castello dei portoghesi, primo insediamento europeo nella zona; la piazza della Grand Parade, che ospitò il primo discorso pubblico di Mandela; il museo del District Six, per apprendere di più sulle folli leggi dell’Apartheid; il colorato quartiere malese, i giardini della Compagnia delle Indie e per finire al Waterfront, il vecchio porto dedicato alla regina Vittoria e a suo marito Albert, oggi pieno di locali alla moda, negozi e ristoranti. Partono da qui i traghetti per andare a visitare Robben Island e il carcere dove venne tenuto prigioniero Mandela.

Nei dintorni della città ci aspettano molti parchi interessanti, forse quello che offre la migliore varietà in termini di trekking, paesaggi e animali può essere considerato il West Coast National Park, circa due ore a nord di Cape Town. In questo parco ci possono raggiungere a piedi le incredibili dune di sabbia nascoste dalla vegetazione, testimonianza della presenza del mare ben oltre il livello al quale si trova oggi. La passeggiata lungo le dune è un’esperienza davvero unica, come lo è quella per raggiungere la laguna di Langebaan, al cui interno vi è una colonia stanziale di fenicotteri rosa.   

L'avvistamento delle balene: un'esperienza maestosa

Spostandoci da Città del Capo verso la parte orientale della penisola, è quasi obbligatoria una sosta ad Hermanus, capitale mondiale dell’avvistamento delle balene. Qui, da giugno a novembre, viene a riprodursi e a partorire la balena franca australe, che può essere osservata sia con un’escursione in barca, sia dai sentieri di costa che si sviluppano lungo le baie. I trekking costieri dalle cittadine di Hermanus, Gansbaai e De Kelders rappresentano il modo migliore per camminare e osservare il mare alla ricerca di queste grandiose creature. Oltre alle balene, questo tratto di oceano è popolato da delfini, l’otaria del Capo, i pinguini e il leggendario squalo bianco, che ha scelto queste acque come territorio di caccia a causa dell’alta presenza di foche, il cibo preferito dagli squali.

Trekking nel Parco Kruger tra gli animali nati e cresciuti in libertà

I trekking che si svolgono nella parte meridionale del Sudafrica sono più o meno semplici, ma senza dubbio con pochi pericoli. È invece diverso quando ci si sposta a nord di Johannesburg, dove i grandi parchi offrono possibilità di safari a piedi ma richiedono al contempo maggiore prudenza a causa della presenza dei felini. Certamente il trekking nella savana che tutti vorrebbero fare è quello all’interno del parco Kruger.

Il parco venne istituito nel 1898 dall’allora Presidente della Repubblica del Transvaal, Paul Kruger, è grande più o meno come il Veneto e ospita un’infinità di animali, fra cui i famosi Big Five: leone, bufalo, elefante, rinoceronte e leopardo. Si può camminare nella savana accompagnati dai ranger del parco, seguendo delle semplici quanto vitali regole di comportamento: abbigliamento non appariscente, volume di voce al minimo, si cammina rigorosamente in fila indiana e in caso di incontro con gli animali si rimane fermi in osservazione, senza fare movimenti avventati e bruschi che vi farebbero identificare come prede. Seguendo queste semplici regole i trekking nella savana sono unici, affascinanti e adrenalinici, perché l’incontro ravvicinato con una giraffa o una zebra rappresenta un’emozione difficile da dimenticare. Inoltre, svolgendosi nella savana piatta del Kruger, con vegetazione bassa e nessuna difficoltà, possono essere intrapresi da tutti senza particolari problemi.

Nel Blyde River Cayon tra scenari mozzafiato e relax alle Dingle Falls

Il nord del Sudafrica offre anche itinerari decisamente più impegnativi a livello fisico. A esclusione della zona dei Monti dei Draghi (Drakensberg), che superano i 3.400 metri e richiedono una preparazione fisica adeguata, oltre che un abbigliamento tecnico avanzato, e che quindi non sono adatti a tutti, la zona migliore per effettuare trekking mediamente impegnativi ma anche molto gratificanti come scenari è senza dubbio quella del Blyde River Canyon, nella provincia dello Mpumalanga.

Oltre a scenari mozzafiato, come il panorama delle Three Rondavels, e viste da capogiro, come quella dalla God’s Window, i più intrepidi potranno percorrere il Belvedere Trail. Mediamente impegnativo, con un dislivello di circa 300 metri e un sentiero segnato solo a tratti, il Belvedere Trail rappresenta il percorso più affascinante da effettuare nel Blyde River Canyon. Consiste in un trekking di un’intera giornata che entra nel cuore del parco partendo dalle famose Burke’s Potoles, piscine e pozzi naturali creati dai mulinelli del fiume Blyde.
Dopo circa tre ore di camminata dentro la foresta, circondati dalla simpatica Vervet Monkey (Cercopiteco Verde), si arriva alle spettacolari e quasi irraggiungibili Dingle Falls, le cascate alla base del canyon, nelle quali concedersi un bagno rinfrescante prima del meritato relax.

Queste sono solo alcune delle ragioni che rendono il Sudafrica una meta immancabile per ogni viaggiatore. Leggi il programma dettagliato sul Trekking in Sudafrica e scrivici sulla pagina Contatti per maggiori informazioni.

 

*Estratto dall'articolo di Andrea Giorgi pubblicato sul numero 64 della rivista "Camminare" (maggio-giugno 2017).

 

Table Mountain
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Cape of Good Hope (Capo di Buona Speranza)
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Betty's Bay
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Hermanus
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