Il progetto

Latitude 180° vuol essere un salotto di viaggi dove incontrarsi, sognare a occhi aperti, scegliere la destinazione e organizzare la propria avventura.

Latitude 180° nasce dalla continua ricerca di itinerari insoliti da parte di viaggiatori appassionati, pronti a esplorare il mondo con te. Tutte le esperienze di viaggio che suggeriamo, infatti, sono state da noi personalmente provate e selezionate.

I viaggi di Latitude 180° sono dedicati alla scoperta dei tragitti meno battuti, degli scenari naturali più maestosi, delle antiche tradizioni e culture di popolazioni più o meno lontane.

In questa avventura sono impegnati esperti viaggiatori, antropologi, biologi, geologi, geografi e tanti altri amici che raccontano i mille volti dei luoghi e dei loro abitanti. Grazie alla collaborazione con l'agenzia di viaggi Enterprise e con altri operatori sia italiani che stranieri, spesso questi racconti diventano proposte di viaggio concrete che permettono di conoscere gli stessi luoghi di cui vi abbiamo parlato.

Ora fa che il mondo si affanni un attimo senza di te. Lasciati ispirare dalle nostre destinazioni e traccia la tua mappa dei sogni, troveremo insieme le coordinate del viaggio che più ti somiglia.

Latitude 180°, un progetto da viaggiatori per viaggiatori.

Per consigli e suggerimenti sulle località di cui parliamo nel sito e su tutti gli argomenti che ruotano intorno al tema dei viaggi e della loro organizzazione, vai alla sezione Contatti, seguici su Facebook e iscriviti alla newsletter.

*Latitude 180° è un progetto di Riccardo Giordano, qui sotto trovi la filosofia del progetto, chi sono e la mia storia.

 

La nostra filosofia

Pur consapevoli che i modi di viaggiare sono tanti e che non sempre è possibile farlo come vorremmo, il nostro progetto prevede un approccio al viaggio ben preciso:

- Senza fretta, perché se non ci prendiamo il tempo di osservare, se non lasciamo che la polvere del mondo ci sporchi un po’, cogliere l’incanto della diversità diventa impossibile.
- Con curiosità, con il sorriso sempre pronto a stemperare i piccoli imprevisti, le apparenti incomprensioni che la diversità può generare, e con il desiderio di guardare alle cose con nuovi occhi.
- In modo responsabile e sostenibile, con piede leggero, limitando al minimo la nostra impronta sull’ambiente e sulle popolazioni che incontriamo.

A questo riguardo, se è vero che esistono molti modi di viaggiare è altrettanto vero che alcuni più di altri tengono conto degli aspetti etici e delle ricadute che il turismo ha sul territorio e sulle popolazioni, esattamente come ci dice l’AITR (Associazione Italiana del Turismo Responsabile): “Il turismo responsabile è attuato secondo i principi di giustizia sociale ed economica e nel pieno rispetto dell'ambiente e delle culture. Il turismo responsabile riconosce la centralità della comunità locale ospitante e il suo diritto a essere protagonista nello sviluppo turistico sostenibile e socialmente responsabile del proprio territorio. Opera favorendo la positiva interazione tra industria del turismo, comunità locali e viaggiatori”.

Al di là delle definizioni e delle prese di posizione più o meno nette, noi crediamo che il turismo debba essere sempre responsabile. Partiamo dunque con la testa ben sintonizzata sul canale del buon senso e impariamo a considerare da diversi punti di vista l’impatto che il nostro arrivo avrà sulle comunità ospitanti, avendo cura di ridurlo al minimo. Allo stesso tempo, cerchiamo di massimizzare gli effetti positivi del turismo sull’ambiente e sulle comunità locali.
Le persone hanno il potere di cambiare le cose, pertanto ognuno di noi può agire per contrastare l’ingiustizia socioeconomica, evitando di alimentarla con comportamenti superficiali e attivandosi lungo i percorsi istituzionali per segnalare gli abusi, oppure boicottando le attrazioni che danneggiano la popolazione locale e la natura del posto.

Ecco qualche esempio di ciò che possiamo fare per viaggiare responsabilmente.

Sostenere l’economia acquistando cibi, bevande e artigianato di produttori locali.
• Mostrarsi curiosi verso la diversità e interessati a scoprire la cultura dell’altro è sempre un ottimo punto di partenza.
• A prescindere dalle convinzioni personali, rispettare i luoghi di preghiera, i credi e la cultura, nonché i tempi e i costumi della popolazione locale.
• Prima di partire cerchiamo di imparare le formule di ringraziamento e qualche parola di saluto nella lingua del paese che visiteremo.
Contrattare senza esagerare, cercando di pagare un prezzo equo per entrambi.
• Non dare denaro ai bambini che elemosinano, meglio sostenere le associazioni locali che se ne prendono cura.
Rispettare la privacy chiedendo sempre il permesso prima di scattare una foto, rispondere in modo positivo all’eventuale richiesta di un piccolo contributo ed essere pronti ad accettare un eventuale rifiuto.
Non acquistare souvenir esotici che possono danneggiare gli ecosistemi, specie protette o a rischio di estinzione, manufatti antichi, souvenir a base di avorio, corallo, pelli di animali rari, ossa o conchiglie.
• È importante vestirsi in modo appropriato ed evitare lusso e ostentazione.
• L'acqua è una risorsa preziosa, non sprechiamola, soprattutto dove scarseggia.
Limitare l’acquisto di prodotti con imballaggio e l’uso di bottiglie di plastica, meglio optare per una borraccia da viaggio.
• Uscendo dall’albergo spegnere l'aria condizionata, il riscaldamento, le luci e il televisore.
• È più facile acclimatarsi nei paesi caldi se riduciamo al minimo l’aria condizionata.
• Negli alberghi incoraggiare l'uso dei detersivi ecologici e chiedere di diradare il lavaggio degli asciugamani.
• Non fare uso di sostanze stupefacenti e non esagerare con gli alcolici.
Evitare manifestazioni di affetto in pubblico.
• Gettare sempre i rifiuti negli appositi contenitori oppure, in assenza di questi ultimi, riportare i rifiuti in albergo con sé.
• Durante la visita a parchi nazionali o riserve non danneggiare la flora, non arrivare troppo vicino alla fauna selvatica e non dare cibo agli animali.

 

Chi sono


«Tutti, presto o tardi, abbiamo avuto la sensazione che qualcosa ci chiamasse a percorrere una certa strada. Una vocazione può essere rimandata, elusa, a tratti perduta di vista. Oppure può possederci totalmente. Non importa: alla fine verrà fuori. Il daimon non ci abbandona.»
J. Hillman

Sono un viaggiatore dalla nascita. Ho quarant'anni anni, ho attraversato molti paesi in tutti i continenti ad eccezione, finora, dell’Oceania. Sono un appassionato di distanze, da colmare. Viaggio per incontrare “l’altro”, con spirito di ricerca, apertura e rispetto verso la ricchezza e la diversità che abitano il mondo.

L’attrazione per la vita nomade si è insediata in me fin dalla più giovane età, quando vagabondavo in camper con i miei genitori attraverso l’Europa, e si è fatta negli anni così forte da farmi abbandonare una carriera già ben indirizzata nella comunicazione. 

Ero irrequieto, volevo ritrovare il mio daimon, la vocazione che avevo perduto di vista ma che pure un giorno, tanti anni fa, si era manifestata con prepotenza mentre attraversavo le Highlands scozzesi. Mi trovavo in una zona di brughiera deserta di ritorno dall’isola di Skye - tutt’intorno montagne aspre e spoglie - quando, sotto un cielo di tempesta, un passaggio in autostop mi lasciò in corrispondenza di un solitario cartello che puntava il “North”, direzione verso cui la strada si incuneava fino a perdersi nell’orizzonte. Io, un lontano Nord da raggiungere, una sensazione di leggerezza e libertà, il daimon che si manifesta. Avevo vent'anni. Da allora viaggiare è la risposta alla mia inquietudine. 

Seguimi e partiamo insieme verso ogni latitudine per realizzare, entrambi, i nostri sogni.

Riccardo Giordano

 

La storia

Da oltre dieci anni lavoro come accompagnatore turistico per realtà italiane e straniere. Ho collaborato come tour leader e guida escursionistica con operatori americani, canadesi, inglesi, norvegesi e, naturalmente, italiani. Ho inoltre lavorato come guida rafting e istruttore di canoa e kayak in vari centri outdoor in Umbria, Veneto, Lazio e Abruzzo. Dal 2008, una delle collaborazioni più importanti è quella con il tour operator Four Seasons di Roma come tour guide, guida escursionistica e guida di canoa e rafting, in particolare verso mete fuori dai normali circuiti turistici e sempre con una particolare attenzione alla sostenibilità delle proposte.

Ho conseguito l’abilitazione di accompagnatore turistico in inglese e spagnolo, sono iscritto all’Associazione Italiana delle Guide Ambientali Escursionistiche (AIGAE); sono socio fondatore dell’associazione “Roma Rafting” con cui organizzo escursioni, corsi e discese in canoa e rafting a Roma e dintorni.

Dopo due anni nel reparto della polizia a cavallo, una Laurea in Scienze della Comunicazione, due master - uno in Comunicazione d’Impresa e uno in Gestione, Marketing e Programmazione delle Imprese Turistiche - mi impegno nel volontariato prima con la Protezione Civile e poi in Ghana presso la ONG ghanese SYTO. 

Al mio ritorno in Italia fondo l’associazione RISE Italy con la quale organizzo progetti di cooperazione, esperienze di volontariato e turismo responsabile in Ghana. 

Pratico la meditazione Vipassana e sono un appassionato di sport outdoor: escursionismo, mountain bike, speleologia, torrentismo, snowboard, sci escursionistico, fuoristrada, hydrospeed, immersioni, survival. 

Nei miei viaggi indipendenti ho visitato: Asia, America (soprattutto sud e centro), Africa ed Europa.

 

 

crediti

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