In Guatemala alla tradizionale feira di Todos Los Santos, tra corse di cavalli e folli festeggiamenti

La folle corsa dei cavalliÈ il giorno di Ognissanti, Todos los Santos in spagnolo. Un rapido sguardo alla mappa mi indica che casualmente mi trovo ad attraversare il confine vicino al villaggio che prende il nome da questa ricorrenza.

Sono in Guatemala, non lontano dal Messico, sugli altopiani che caratterizzano la zona nord-occidentale del paese, dove cime alte anche più di tremila metri incorniciano profonde vallate.

In fondo a una di queste, a oltre duemila metri di quota, si trova il tranquillo villaggio Maya che oggi celebra la sua festa più importante: “La Feira de los Caballos de Todos los Santos”. Decido di raggiungerlo. Ogni fiesta in Sud America viene presa molto sul serio, soprattutto quelle religiose. Tra mezzi pubblici inesistenti e tariffe dei taxi vertiginose, arrivare a destinazione è un'avventura. Concordata finalmente una tariffa ragionevole, che dà comunque quasi fondo a tutto il denaro in valuta locale che ho con me, giungo finalmente a destinazione.

Scopro che Todos Santos è famosa per i costumi tradizionali indossati quotidianamente dagli abitanti e che stranamente quelli maschili (pantaloni a righe bianche e rosse, giacche bianche a strisce colorate con colli in spesso tessuto di lana, cappellini di paglia bianchi con nastro blu) sono più vistosi di quelli femminili (gonna lunga scura, giacca multicolor e cappellino). L'atmosfera è percorsa da un’agitazione febbrile. Centinaia di todosanteros spesso provenienti per l'occasione dall'estero, guatemaltechi provenienti dalle altre aree del paese e di tanto in tanto qualche sparuto turista straniero, invadono le polverose strade del paese decorate con bandierine colorate e grandi striscioni inneggianti alla feira. Nella piazza centrale e nelle vie intorno, banchi con ogni genere di mercanzia offrono agli avventori prodotti che spesso arrivano qui solo in occasioni come queste. Di fronte a colorati pannelli che creano sfondi ogni volta diversi, intere famiglie si fanno allegramente fotografare. Una grande ruota panoramica svetta alta sopra le case occupando buona parte della piazza centrale. Infine, coloratissimi spettacoli dove gli attori mettono in scena rappresentazioni che narrano la conquista spagnola delle Americhe appassionano un pubblico variopinto che reagisce con incitamenti e risate sempre più fragorose mano a mano che il tasso alcolico riscalda gli animi.
Non faccio in tempo a orientarmi in questa baraonda di suoni e colori che, come rispondendo a un richiamo invisibile, quasi all'unisono tutti si dirigono verso l'arena che vedrà sfidarsi i campioni della feira. Mi unisco alla folla in movimento. I cavalli si fanno attendere, ma lo spettacolo inizia già sugli spalti dove centinaia di todosanteros di ogni età incitano i loro campioni.

Le origini della feira: tra antiche usanze, corse spericolate e divertimento sfrenato


Foto ricordoQuesta feira ha origini antiche seppur incerte, che si fanno risalire all'epoca in cui i Maya avevano il divieto di cavalcare i cavalli appena portati sul continente americano dai conquistadores. Tradizione vuole che un gruppo di Ma (persone parlanti la lingua Ma, una delle varie lingue Maya) sottrasse dei cavalli agli spagnoli e scappò via. Anni dopo questo avvenimento fu celebrato come simbolo di coraggio.
Sovrapposta a questa c'è l’usanza di purificare il suolo con il sangue del pollo che viene ucciso dai corridori nell'ultima corsa del pomeriggio. Tradizione o divertimento che sia, la feira è un evento a cui i todosanteros sono molto legati, perfino quelli che vivono all'estero, per cui molti di essi tornano per assistere o per correre.
Un nutrito gruppo di cavalieri corre indossando i colorati costumi di Todos Santos, cinture, piume e altri ornamenti. Molti di loro sono visibilmente poco saldi in groppa ai destrieri, perché da quando sono iniziati i festeggiamenti per la feira l'abituale divieto di bere in pubblico è stato sospeso. Questo significa che al momento della partenza pubblico e partecipanti sono già alticci, ed è questo che rende unica la competizione. Non è una semplice corsa di cavalli come le altre. È la Feira de Todos Los Santos! Qui non esiste un vero vincitore, il divertimento consiste nel vedere i cavalieri - ognuno dei quali parteciperà per non meno di quattro edizioni in groppa al proprio cavallo o ad uno noleggiato - correre avanti e indietro per l'intera giornata nei cento metri di percorso. Ovviamente, viste le condizioni dei partecipanti, il solo fatto di arrivare in piedi al traguardo è già un successo e ogni anno non mancano gli incidenti più o meno gravi, ma nessuno se ne cura più di tanto perché questa eventualità è addirittura considerata un segno di buona sorte per il paese.
Terminata la corsa, tutto il villaggio si riversa di nuovo per le strade e la festa, tra rappresentazioni teatrali, musica, danze e abbondanti libagioni, continua tutta la notte.
Ancora un po’ frastornato dall'allegra confusione di ieri, accompagnato da una guida locale di nome Rigoberto effettuo una bellissima escursione a La Ventosa. Il panorama è splendido e l'ottima visibilità permette di toccare quasi con mano i numerosi vulcani guatemaltechi che si stagliano all'orizzonte. Tornato in città, la festa continua.

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Musica nel cimiteroSe il ricordo dei nostri cari è spesso carico di nostalgia, se non di tristezza, qui si celebra invece in allegria, recandosi nei cimiteri con l'intento di condividere una giornata di festa come se loro fossero ancora tra noi. Ed è proprio al cimitero della città che mi dirigo, dove i festeggiamenti sono più sentiti e dove più stridente è il contrasto con il nostro composto modo di visitarli. Al posto delle lacrime e dei rosari qui si mangia e si beve trasportati dal ritmo dei suonatori di marimba, mentre ci si scatena in canti e danze frenetiche tra le tombe.
Ormai verso l'imbrunire, un ultimo divertente episodio mi dà definitivamente l'idea di quanto queste due feste siano amate. Rigoberto, nel sentire che ho quasi finito la valuta locale (non ci sono ATM e non mi cambiano gli euro), mi dice quasi scandalizzato: “Questa è la feira, non puoi non festeggiare!” Mi allunga una manciata di quetzales (che ovviamente gli restituirò con gli interessi) e mi dà le chiavi della sua spartana abitazione, aggiungendo “Questi sono per te, divertiti!”. E a Todos Los Santos, in questi giorni, non divertirsi è praticamente impossibile.

 

Se siete interessati ad un progetto di vero turismo responsabile in Guatemala, vi consigliamo l'itinerario proposto da 'The Labyrinth' del nostro amico Alessandro Masini in collaborazione con le comunità Maya locali e con la direzione tecnica della Enterprise, la nostra agenzia di viaggi di riferimento.

 

 

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