Scoprire Bangkok in quattro ore: un inatteso quanto piacevole assaggio di Thailandia

Templi e palazzi antichi lungo il Chao PhrayaBloccati in aeroporto perché il volo è stato cancellato, oppure alle prese con un lungo stop over prima di quello successivo?

Anche questo fa parte del viaggio e non sempre è un’esperienza negativa, soprattutto se avete la fortuna di trovarvi a Bangkok, un tempo conosciuta come la Venezia d’Oriente per la ricca trama di canali che definisce la sua geografia urbana. 

Io l’ho vissuta così. Di ritorno dal Laos, con ancora addosso le sensazioni del viaggio tra etnie isolateantichi monasteri nascosti nella foresta, decido che il vivace caos di Bangkok è ciò che ci vuole per tornare alla “normalità”. Lascio la valigia al deposito bagagli e lo stress da volo mancato dietro le spalle e mi dirigo verso la stazione dei treni, pronto a farmi rapire dalla magia di una delle più affascinanti capitali asiatiche. 

In circa mezz’ora, il treno (Airport Rail Link) e l’efficiente metropolitana di superficie (BTS Skytrain) portano al Central Pier, la principale stazione di partenza dei battelli sul fiume Chao Phraya, il vero cuore di Bangkok. Dopo aver acquistato per pochi euro il biglietto giornaliero per la Chao Phraya Tourist Boat, mi mescolo alla folla di turisti e gente del posto e mi preparo ad ammirare la città dal battello che scivola veloce sull’acqua. 

 I moderni grattacieli lungo il Chao PhrayaLo sguardo è subito attratto dalla vertiginosa altezza e dalle forme ultramoderne dei grattacieli che costeggiano il fiume. Il celeberrimo Mandarin Oriental, il Royal Orchid Sheraton, il Millenium Hilton, con le loro piscine, i roof garden e gli skybar con meravigliose viste sulla città, sono solo alcuni degli alberghi di lusso ospitati in queste strutture.

Agli scintillanti centri commerciali, come il River City con la sua enorme facciata a specchi, fanno da contraltare le basse costruzioni a bordo fiume, semidiroccate e spesso in legno sono le ultime testimonianze della vecchia Bangkok che, pur in stridente contrasto con il resto, aggiungono fascino alla città contribuendo a donarle quell’atmosfera unica dove il globale si affianca al locale, l’antico al moderno, l’innovazione alla tradizione. Ed eccoci alle porte della Chinatown, dove i templi e le botteghe con ogni sorta di cibo, spezie, medicine tradizionali e mercanzie cinesi punteggiano l’intero quartiere. 

Complice l’intenso traffico di imbarcazioni lungo il fiume, il battello naviga veloce tra onde che non hanno nulla da invidiare a quelle del mare, attraccando di tanto in tanto con un frenetico sali e scendi di passeggeri. In centro le cupole dorate e i tetti multicolori degli edifici e dei templi più importanti della città, come il Grand Palace (il palazzo reale) e il Wat Phra Kaew, mi rapiscono per la loro grandiosità e danno l’idea della ricchezza dei loro interni (il famoso Budda di Smeraldo è conservato qui).

Ristorantini lungo il Chao PhrayaProseguendo di alcune fermate ecco la mitica Khaosan road, con i suoi negozietti, bar e guesthouse è il cuore della Bangkok alternativa fin dai tempi dell’Hippy Trail degli anni ‘60 e oggi luogo d’incontro di ogni backpacker in viaggio nel sud-est asiatico.  

Ripreso il battello in senso contrario, ormai lungo la via del ritorno, scendo alla fermata di Tha Tien Pie. Dopo un’occhiata al Tien Market si può mangiare dello street food in uno dei tavolini all’aperto, o ancora meglio nell’essenziale ma molto caratteristico ristorantino proprio accanto al molo, dove servono un’ottima noodle soup appena cotta nella minuscola cucina. Dai tavolini in prima fila si gode lo spettacolo dell’imponente torre del Wat Arun (Tempio dell’Alba), forse il simbolo più conosciuto di Bangkok, e il via vai delle imbarcazioni che velocemente solcano le acque del re dei fiumi: il Chao Phraya.

In questo modo, in meno di quattro ore, è possibile sentire il battito della città e ripartire dopo aver appuntato in agenda una data, la più vicina possibile, per ritornare in questa sorprendente città. 

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